
Visita podologica con podoscopio: appoggio del piede e plantari su misura a Genova
La visita podologica con podoscopio permette di osservare come il piede appoggia al suolo quando siamo in piedi. È una parte della valutazione clinica: aiuta a descrivere l’impronta plantare e a orientare le scelte di trattamento, compresa l’eventuale realizzazione di plantari ortopedici su misura. Da sola, però, non stabilisce la causa di un dolore né descrive ciò che accade durante la corsa. [1,2]
Alla FisioClinic del Centro Colombo di Genova, la dott.ssa Nicoleta Iana, podologa, si occupa della valutazione del piede e dell’appoggio e, quando indicato, della preparazione di plantari su misura. Per chi corre, questo percorso può collegarsi alla Clinica del Runner, di cui è responsabile il dott. Andrea Secchi, fisioterapista specializzato nella valutazione della corsa e della scarpa e nel trattamento del runner.
L’obiettivo è comprendere le esigenze della persona e individuare un percorso coerente con i sintomi, le attività quotidiane e gli obiettivi sportivi.
Il podoscopio ottico tradizionale è uno strumento con una superficie trasparente e un sistema di illuminazione e specchi che consente di osservare la pianta dei piedi mentre il paziente è in piedi. L’esame è non invasivo e non utilizza radiazioni.
L’osservazione può aiutare la podologa a descrivere:
Podoscopio e baropodometria non sono sinonimi. Il podoscopio ottico permette soprattutto un’osservazione qualitativa dell’appoggio. Una piattaforma baropodometrica dotata di sensori misura invece parametri come pressioni, aree e tempi di contatto, in funzione del dispositivo e del protocollo utilizzato. Le immagini dell’impronta non devono essere interpretate automaticamente come misurazioni precise delle pressioni. [1,2]
Un’impronta descrive un aspetto del piede, ma non basta a spiegare un disturbo. La valutazione podologica mette in relazione l’appoggio con la storia dei sintomi, le caratteristiche del piede, la mobilità e le calzature utilizzate.
Una visita può comprendere il colloquio iniziale, l’osservazione di cute e callosità, la valutazione delle zone dolorose, l’esame clinico del piede e dell’appoggio e, quando utile, l’osservazione del cammino. Ulteriori approfondimenti vengono scelti in base al problema.
La decisione di utilizzare un plantare non dovrebbe derivare soltanto dall’etichetta “piede piatto”, “piede cavo” o “pronazione”. Conta soprattutto se le caratteristiche osservate sono rilevanti per i sintomi e per le attività della persona. Anche le ricerche sulle ortesi evidenziano risposte variabili e la necessità di considerare il contesto clinico. [3,4]
Una valutazione può essere utile in presenza di dolore o fastidio al piede, difficoltà con le calzature, callosità ricorrenti o disturbi che limitano il cammino e l’attività sportiva. Per il runner, può essere un punto di partenza quando il dolore al tallone, alla pianta o all’avampiede compare o si ripresenta durante gli allenamenti.
La visita serve a capire quali approfondimenti e interventi siano appropriati. Un dolore intenso dopo un trauma, l’impossibilità di caricare il piede o un peggioramento importante richiedono una valutazione medica tempestiva: non vanno affrontati soltanto con la scelta di una soletta.
Un plantare è un dispositivo inserito nella calzatura che può modificare il sostegno e la distribuzione dei carichi. Nel percorso podologico, l’eventuale soluzione su misura viene progettata rispetto alle caratteristiche del piede, ai sintomi, alle scarpe e all’uso previsto. [3,4]
La preparazione di plantari da parte della dott.ssa Nicoleta Iana parte quindi dalla valutazione clinica. Il podoscopio fornisce informazioni utili sull’appoggio, ma non sostituisce l’insieme dei rilievi necessari alla personalizzazione.
La ricerca invita a distinguere tre aspetti:
La scelta considera perciò indicazione, comfort, compatibilità con la scarpa e risposta clinica. I controlli permettono di valutare l’utilizzo e l’eventuale necessità di adattamenti.
Il piede osservato in piedi e il piede durante la corsa rispondono a condizioni diverse. Per questo il podoscopio non può sostituire la valutazione del gesto sportivo.
Alla FisioClinic, il collegamento tra la visita podologica della dott.ssa Nicoleta Iana e la Clinica del Runner del dott. Andrea Secchi consente di mettere in relazione l’appoggio con la corsa, la scarpa e la storia degli allenamenti.
Il percorso viene costruito sulle necessità del runner e può considerare:
Per esempio, un runner con dolore al tallone non riceve una risposta completa dalla sola impronta plantare. Occorre considerare anche la tolleranza alla corsa, le variazioni dell’allenamento e le calzature. Il plantare, se scelto, si inserisce in questo ragionamento e viene valutato in base alla risposta della persona. Questo è un esempio di percorso clinico, non un caso reale né una prescrizione universale.
Una scoping review pubblicata nel 2024 su Sports Medicine – Open, dedicata ai runner con sintomi, ha rilevato possibili benefici su dolore e alcuni parametri biomeccanici. Gli autori sottolineano però differenze tra studi, dispositivi e popolazioni e la necessità di chiarire meglio come integrare le ortesi nei percorsi per i singoli infortuni. [3]
Una revisione con metanalisi del 2024 su Gait & Posture, condotta su adulti sani, mostra che le ortesi possono modificare le pressioni plantari e alcuni aspetti della meccanica della corsa. Una modifica biomeccanica non equivale automaticamente a un miglioramento della prestazione o a una prevenzione degli infortuni. [4]
Una metanalisi del 2022 ha riportato una possibile riduzione degli infortuni agli arti inferiori nei gruppi che utilizzavano ortesi. Il risultato complessivo non dimostra però che ogni runner debba indossare un plantare, né che un esame al podoscopio identifichi da solo chi ne trarrà beneficio. [7]
Il messaggio pratico è scegliere sulla base di una valutazione individuale e verificare i risultati, anziché cercare un appoggio ideale uguale per tutti.
Anche la scarpa merita attenzione. Uno studio del 2025 su 29 donne con dolore plantare al tallone ha osservato, durante il cammino, differenze nelle pressioni e nel comfort legate alle caratteristiche della calzatura e degli inserti. Si tratta di effetti immediati in una popolazione specifica: non prova la prevenzione degli infortuni nella corsa, ma sostiene l’utilità di valutare insieme piede, scarpa e dispositivo. [8]
Porta le calzature usate più spesso e, se corri, le scarpe da allenamento. Sono utili anche eventuali plantari già utilizzati e la documentazione clinica pertinente. Descrivi quando compare il dolore, che cosa lo modifica e se hai cambiato recentemente scarpe, allenamenti o attività quotidiane.
Queste informazioni aiutano a collegare l’osservazione dell’appoggio alle tue esigenze reali.
Per valutare l’appoggio del piede, approfondire un disturbo o capire se un plantare su misura possa essere indicato, puoi prenotare una visita con la dott.ssa Nicoleta Iana alla FisioClinic – Centro Polispecialistico Colombo, in Viale Sauli 39/3 a Genova.
Se pratichi la corsa, il percorso può essere integrato con la Clinica del Runner, coordinata dal dott. Andrea Secchi, per una valutazione della corsa e della scarpa e un programma riabilitativo personalizzato.
Si osservano l’impronta plantare e le aree di contatto del piede mentre la persona è in piedi. Il risultato viene interpretato insieme all’esame clinico. [1]
L’osservazione è non invasiva: si appoggiano i piedi sulla superficie dello strumento. Non vengono utilizzate radiazioni.
Il podoscopio ottico tradizionale non fornisce le stesse misure quantitative di una piattaforma baropodometrica con sensori. I due esami non sono equivalenti. [1,2]
No. È uno strumento utile nella valutazione, ma la scelta e la personalizzazione richiedono anche informazioni cliniche, rilievi del piede e considerazione delle calzature e dell’attività svolta.
Non in ogni condizione. Per il dolore plantare al tallone le revisioni non mostrano una superiorità costante dei plantari personalizzati. La soluzione va scelta in base alle esigenze cliniche individuali. [5]
Non necessariamente. Possono essere utili in alcuni runner, ma la scelta dipende dai sintomi, dalla valutazione e dalla risposta al dispositivo. Non garantiscono l’assenza di infortuni. [3,7]
La valutazione podologica della dott.ssa Nicoleta Iana può integrarsi con la valutazione della corsa e della scarpa del dott. Andrea Secchi, responsabile della Clinica del Runner della FisioClinic, per definire un percorso coerente con le necessità sportive.
Franettovich Smith MM et al. Immediate Effects of Footwear Design on In-Shoe Plantar Pressures, Impact Forces and Comfort in Women With Plantar Heel Pain. Journal of Foot and Ankle Research (2025). https://doi.org/10.1002/jfa2.70055
A low-cost podoscope for extracting morphological features of the foot (2023). Descrizione del podoscopio come strumento per la valutazione statica. https://pen.ius.edu.ba/index.php/pen/article/download/152/139/295
Reliability of a new baropodometry platform during barefoot walking in healthy adults (2025). Distinzione tra dati statici e dinamici di pressione e contatto. https://www.scielo.br/j/aob/a/JHwXLbvPbCxKwRVdsFVw4Qj/?lang=en
Del Duchetto F et al. Can Foot Orthoses Benefit Symptomatic Runners? Mechanistic and Clinical Insights Through a Scoping Review. Sports Medicine – Open (2024). https://doi.org/10.1186/s40798-024-00774-w
Jor A et al. Effects of foot orthoses on running kinetics and kinematics: A systematic review and meta-analysis. Gait & Posture (2024). https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38367456/
Whittaker GA et al. Foot orthoses for plantar heel pain: a systematic review and meta-analysis. British Journal of Sports Medicine (2018). https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28935689/
Koc TA Jr et al. Heel Pain – Plantar Fasciitis: Revision 2023. Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy. https://doi.org/10.2519/jospt.2023.0303
Neves MP et al. Effects of Foot Orthoses on Pain and the Prevention of Lower Limb Injuries in Runners: Systematic Review and Meta-Analysis (2022). https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35894921/
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