
Corri con regolarità, ma un fastidio tende a ripresentarsi? Hai cambiato scarpe e non sai se siano adatte ai tuoi allenamenti? Oppure vuoi riprendere a correre dopo un infortunio?
La valutazione della corsa e della scarpa mette in relazione il modo di correre, i sintomi, le caratteristiche della calzatura e il carico di allenamento. Può aiutare a definire un percorso personalizzato, ma non identifica una tecnica perfetta né garantisce l’assenza di infortuni.
Alla FisioClinic del Centro Colombo, a Genova, il riferimento per questo percorso è il Dott. Andrea Secchi, fisioterapista e responsabile della sezione Clinica del Runner.
La corsa nasce dall’interazione tra corpo, allenamento e ambiente. Osservare soltanto l’appoggio del piede o l’usura della suola lascia fuori informazioni importanti: quando compare il dolore, quanto è cambiato l’allenamento e quali attività il runner riesce a sostenere.
Una valutazione clinica serve a collegare queste informazioni e a decidere se siano utili esercizi, una diversa gestione degli allenamenti, una modifica selettiva della tecnica o un confronto tra calzature.
Non ogni differenza osservata è un difetto da correggere. Anche una variazione del movimento visibile durante la corsa deve essere interpretata nel contesto, senza dedurre automaticamente che sia la causa del dolore.
Una revisione sistematica pubblicata nel giugno 2026 ha analizzato nove studi sulla rieducazione della corsa con feedback in runner con dolore agli arti inferiori. I risultati suggeriscono possibili benefici sul dolore e sulla funzione, ma la certezza delle prove è bassa. Gli studi sono piccoli e diversi tra loro e non dimostrano una superiorità costante rispetto ad altri interventi. link.springer.com
Una sperimentazione randomizzata del 2024, condotta in runner con dolore femoro-rotuleo, ha rilevato miglioramenti del dolore durante la corsa a sei mesi con programmi centrati sull’impatto o sulla cadenza rispetto al controllo. È un risultato utile per una condizione specifica: non autorizza a prescrivere la stessa modifica a tutti i runner. journals.plos.org
Valutazione e rieducazione sono due passaggi diversi: prima si comprende il problema, poi si decide se cambiare un parametro della corsa sia pertinente.
La revisione Cochrane del 2022 sulle scarpe e sugli infortuni ha trovato prove prevalentemente di certezza bassa o molto bassa nei confronti tra diversi tipi di calzatura. Non sostiene una regola universale per scegliere la scarpa che previene gli infortuni. Anche la selezione basata sulla sola postura del piede non ha mostrato una riduzione degli infortuni nelle popolazioni studiate. www.cochrane.org
Una revisione con meta-analisi del 2025 ha rilevato che alcune scarpe con caratteristiche di controllo del movimento modificano parametri biomeccanici durante una singola sessione. Tuttavia, modificare un angolo articolare non equivale a dimostrare meno dolore o meno infortuni nel lungo periodo. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
Uno studio del 2025 su 5.205 runner ha osservato un’associazione tra aumenti marcati della distanza di una singola uscita, rispetto alla corsa più lunga dei 30 giorni precedenti, e infortuni da sovraccarico. Si tratta di uno studio osservazionale: non prova una causa e non definisce una soglia sicura per ogni persona. bjsm.bmj.com
La valutazione deve quindi considerare anche le singole sedute, non soltanto i chilometri settimanali o il modello di scarpa.
Il percorso viene adattato alla persona e al motivo della consultazione. Una valutazione può comprendere:
Questi elementi descrivono un possibile percorso clinico, non un pacchetto fisso. Le modalità effettive vengono concordate con il Dott. Andrea Secchi.
La cadenza è il numero di passi al minuto. Le revisioni mostrano che modificarla può cambiare alcuni parametri di carico e movimento; le prove su prestazione e infortuni sono invece più limitate. pmc.ncbi.nlm.nih.gov
Non esiste quindi un obbligo di raggiungere 180 passi al minuto. Anche l’appoggio di tallone non è, da solo, la dimostrazione di un errore. Una modifica tecnica può redistribuire il carico tra articolazioni e tessuti: non elimina il carico complessivo. pmc.ncbi.nlm.nih.gov
Il criterio clinico è verificare se una modifica mirata aiuti quel runner e se sia tollerata durante e dopo l’allenamento. Per chi corre senza sintomi non è automaticamente necessario cambiare tecnica.
La domanda più utile non è soltanto «qual è la scarpa migliore?», ma «come si inserisce questa scarpa nel mio percorso?».
Durante il confronto possono essere considerate:
Il comfort è un criterio pratico importante, ma non certifica che una scarpa prevenga gli infortuni.
Pronazione, impronta del piede e consumo della suola sono informazioni da interpretare insieme al quadro clinico. Da sole non bastano per diagnosticare il problema o prescrivere automaticamente una scarpa di stabilità. www.cochrane.org
La valutazione può essere pertinente quando:
Può essere anche un’occasione per fare il punto sugli obiettivi e sulle abitudini di corsa. Per un runner senza sintomi, però, non rappresenta un esame obbligatorio né un certificato di protezione dagli infortuni.
Se il quadro richiede accertamenti o una valutazione medica, il fisioterapista può indicare il percorso appropriato. Un dolore importante o in peggioramento non va affrontato soltanto cambiando scarpe.
Porta le scarpe che utilizzi abitualmente, abbigliamento comodo e gli eventuali esami già disponibili. Se li possiedi, possono essere utili anche il diario degli allenamenti e una descrizione di quando compaiono i sintomi.
Non è necessario acquistare nuove scarpe prima della consultazione: partire da quelle che già usi permette di discutere le scelte sulla base della tua esperienza.
Alla FisioClinic del Centro Colombo, la Clinica del Runner è il riferimento per chi desidera mettere in relazione corsa, calzature e percorso riabilitativo.
Il Dott. Andrea Secchi, fisioterapista e responsabile della sezione, accompagna la valutazione e la definizione delle priorità, considerando le esigenze e gli obiettivi della persona.
Per informazioni o per prenotare una valutazione della corsa e della scarpa a Genova, contatta la FisioClinic.
No. Può aiutare a definire priorità e interventi pertinenti, ma non predice con certezza gli infortuni e non elimina tutti i fattori di rischio.
Non necessariamente. Prima è utile capire il problema, l’evoluzione degli allenamenti e l’eventuale relazione temporale con il cambio di calzatura.
Non automaticamente. La scelta non dovrebbe basarsi soltanto sulla postura del piede, ma anche su sintomi, calzata, attività e risposta individuale.
Non in modo universale. L’appoggio va interpretato nel contesto clinico; modificarlo può spostare il carico su altri tessuti.
No. Non è un obiettivo valido per tutti. Un eventuale lavoro sulla cadenza va scelto e verificato in funzione della persona e del problema.
Può contribuire al percorso di ritorno alla corsa, insieme alla valutazione funzionale, alla riabilitazione e alla gestione del carico.
Sì, porta quelle che usi abitualmente e, se disponibili, gli esami e il diario degli allenamenti.
What is the Effect of Changing Running Step Rate on Injury, Performance and Biomechanics? A Systematic Review and Meta-analysis. Sports Medicine – Open, 2022. Leggi la revisione.
Crowell MS et al. Gait Retraining with Realtime Feedback May Reduce Pain and Improve Function in Runners: A Systematic Review. Journal of Science in Sport and Exercise, 2026. Leggi lo studio.
de Souza Júnior JR et al. Effects of two gait retraining programs on pain, function, and lower limb kinematics in runners with patellofemoral pain: A randomized controlled trial. PLOS ONE, 2024. Leggi lo studio.
Running shoes for preventing lower-limb running injuries in adults. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2022. Leggi la revisione.
Esmaeili A et al. Short-Term Effects of Wearing Commercially and Non-commercially Available Motion Control Footwear Versus Standard Shoes on Running Biomechanics in Adults: A Systematic Review with Meta-analysis. Sports Medicine – Open, 2025. Leggi lo studio.
How much running is too much? Identifying high-risk running sessions in a 5200-person cohort study. British Journal of Sports Medicine, 2025. Leggi lo studio.
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