Test in Valgo e in Varo del Ginocchio Varus e Valgus Stress Test): Come si Valutano i Legamenti Collaterali

Grafica FisioClinic con un fisiatra che valuta il ginocchio di una paziente mediante una manovra illustrativa di stress in varo.
15 Ottobre 2026

Introduzione al Varus e Valgus Stress Test

Test in valgo e in varo del ginocchio: come si valutano i legamenti collaterali

I test in valgo e in varo del ginocchio, chiamati anche valgus stress test e varus stress test, sono manovre cliniche utilizzate per valutare la stabilità laterale dell’articolazione. Il test in valgo sollecita soprattutto il legamento collaterale mediale; quello in varo aiuta a valutare il legamento collaterale laterale, detto anche fibulare. [1–3]

Sono utili dopo alcuni traumi, ma nessun risultato va interpretato da solo. Dolore, apertura articolare, storia dell’infortunio e altri reperti devono essere valutati insieme. Un test negativo non garantisce l’assenza di lesioni, soprattutto quando dolore e contrazione muscolare limitano l’esame. [1,4]

Alla FisioClinic del Centro Colombo di Genova, la valutazione del ginocchio aiuta a definire quali approfondimenti siano opportuni e quale percorso riabilitativo possa essere indicato.

Che cosa sono i legamenti collaterali?

Il legamento collaterale mediale, indicato anche con le sigle LCM o MCL, si trova sul lato interno del ginocchio e contribuisce a contrastare le sollecitazioni in valgo. Il collaterale laterale, LCL o FCL, collega femore e perone sul lato esterno ed è importante nel controllo del varo. [2,3]

La stabilità non dipende però da due strutture isolate. Capsula, crociati e complessi posteromediale e posterolaterale partecipano al controllo del movimento. Un trauma può coinvolgere più strutture: per questo, un sospetto danno del collaterale richiede un esame più ampio del solo lato doloroso.

Test in valgo e in varo: le differenze

AspettoTest in valgoTest in varo
Struttura principalmente valutataCollaterale medialeCollaterale laterale/fibulare
Risposta osservataApertura del comparto internoApertura del comparto esterno
Ginocchio leggermente flessoValuta soprattutto la stabilità mediale, generalmente a 15–30°Valuta la stabilità laterale, generalmente a 20–30°
Ginocchio in estensioneUn’importante lassità può indicare un coinvolgimento più estesoLa lassità richiede di considerare strutture associate
InterpretazioneIntegrata con anamnesi ed esame completoIntegrata con anamnesi ed esame completo

Le angolazioni dipendono dal protocollo. Il consenso posterolaterale del 2025 richiama specificamente la valutazione in varo a 0° e 20°. Questi riferimenti servono al professionista e non sono istruzioni per eseguire il test a casa. [2,3]

A che cosa serve il Valgus Stress Test?

Il test in valgo ricerca dolore e alterazioni della stabilità mediale. Una lassità anomala con lieve flessione può suggerire un coinvolgimento del collaterale mediale superficiale. Se l’apertura è marcata anche in estensione, occorre considerare una lesione mediale più estesa ed eventuali lesioni associate. [2]

Durante l’esame il paziente è generalmente sdraiato; il professionista sostiene l’arto e applica una sollecitazione controllata. Valuta la risposta del ginocchio e, quando possibile, la confronta con il lato opposto.

Il dolore da solo non dimostra una rottura. La sede dei sintomi, l’apertura articolare e la qualità della resistenza finale al movimento contribuiscono al ragionamento clinico.

A che cosa serve il Varus Stress Test?

Il test in varo valuta la risposta del comparto laterale a una sollecitazione controllata. In lieve flessione offre informazioni sulla funzione del collaterale laterale; una lassità presente anche in estensione aumenta il sospetto di un interessamento più ampio. [3,5]

In presenza di sospetta instabilità posterolaterale, il medico può associare altre manovre per valutare anche la componente rotatoria. Il consenso internazionale del 2025 riconosce il test in varo come parte importante dell’esame clinico. È un accordo tra esperti, non una misura definitiva di sensibilità e specificità. [3]

Non è quindi corretto concludere che il test sia inutilizzabile perché alcuni studi storici hanno mostrato limiti: è più preciso dire che non basta, da solo, a confermare o escludere una lesione.

Dolore, lassità ed end point: che cosa significano?

I tre aspetti vanno distinti:

  • Dolore: è una risposta sintomatica da localizzare e interpretare.
  • Lassità: è l’aumento dell’apertura articolare sotto stress, valutato anche rispetto al ginocchio opposto.
  • End point: è la qualità della resistenza avvertita dal professionista al termine della sollecitazione.

La lassità non è sinonimo di «aumento del ROM»: il ROM descrive l’ampiezza del movimento, per esempio quanto il ginocchio si piega o si estende. Inoltre, la sensazione di cedimento riferita dal paziente è un sintomo funzionale, che non coincide automaticamente con una determinata misura di apertura.

Quanto è affidabile il test in valgo?

Lo studio di Kastelein e colleghi del 2008 ha valutato 134 adulti con trauma del ginocchio; 35 presentavano una lesione mediale alla risonanza. Per il test a 30° sono stati riportati i seguenti valori. [1]

Criterio consideratoSensibilitàSpecificità
Dolore durante lo stress in valgo78%67%
Lassità durante lo stress in valgo91%49%

La sensibilità descrive quanto spesso il criterio risultava positivo nei pazienti con lesione; la specificità quanto spesso risultava negativo in quelli senza lesione.

I dati provengono da un singolo studio, in una popolazione e con un protocollo specifici. Non indicano la probabilità personale di avere una lesione. Lo studio sostiene l’utilità di combinare anamnesi ed esame, senza trasformare il test in una diagnosi certa. Anche l’assenza di dolore o lassità deve essere interpretata nel contesto clinico.

Quanto è affidabile il test in varo?

Le stime di accuratezza della manovra manuale isolata sono meno solide di quanto possa suggerire una singola percentuale. Lo studio storico di Harilainen del 1987 evidenziava numerosi falsi negativi nell’esame clinico delle lesioni acute; non rappresenta una misura universale delle prestazioni del test in ogni contesto. [4]

Il consenso del 2025 sostiene una valutazione integrata della sospetta lesione posterolaterale, comprendente esame clinico e imaging quando indicato. [3]

Per il paziente: se il ginocchio continua a cedere o i sintomi non sono coerenti con un esame inizialmente rassicurante, è opportuno rivalutare il quadro.

Si può stabilire il grado della lesione dai millimetri?

Esistono classificazioni differenti, ma non va utilizzata un’unica tabella di millimetri come regola valida per tutti i test e tutte le lesioni.

La stima manuale e la misura su radiografie sotto stress non sono intercambiabili. Contano angolo del ginocchio, modalità di applicazione della forza e confronto con il lato opposto. Il consenso sul comparto posteromediale sottolinea anche i limiti delle classificazioni esistenti. [2]

La gravità va definita considerando stabilità, sede della lesione ed eventuali strutture associate, non soltanto una soglia numerica.

Quando effettuare l’esame dopo il trauma?

Una valutazione tempestiva è importante, ma non esiste una regola universale che imponga il test nella prima ora o dopo 24 ore di immobilizzazione.

Dolore, versamento e difesa muscolare possono rendere l’esame meno tollerabile e meno informativo. Il professionista decide quali manovre siano appropriate, se servano accertamenti e quando ripetere la valutazione. Non si deve forzare il ginocchio per ottenere un risultato. [4,5]

La protezione e l’eventuale immobilizzazione dell’arto vengono scelte sul tipo di trauma: non sono un passaggio automatico per rendere eseguibile il test.

Quando servono radiografia o risonanza?

Gli accertamenti dipendono dalla domanda clinica. Dopo un trauma, la radiografia può essere il primo esame quando vi sono elementi che fanno sospettare una lesione ossea; la risonanza aiuta a valutare legamenti, menischi e altre strutture quando il quadro lo richiede. [6]

Nei sospetti danni legamentosi importanti o combinati, l’imaging può contribuire alla pianificazione. Le radiografie sotto stress, diverse dai test manuali, possono quantificare la lassità in contesti specialistici. Ecografia e risonanza non devono essere presentate come equivalenti per ogni sospetta lesione.

Un esame strumentale integra la visita: il referto deve essere collegato ai sintomi e alla funzione.

Dalla diagnosi alla riabilitazione

Un test positivo non implica automaticamente la chirurgia. Diverse lesioni isolate del collaterale mediale possono essere gestite con un percorso conservativo; le lesioni laterali importanti, posterolaterali o multilegamentose richiedono un inquadramento specialistico specifico. [3,5]

La revisione sistematica del 2024 sulla riabilitazione non chirurgica del collaterale mediale ha incluso 26 rapporti su 1.912 pazienti e ha rilevato notevole variabilità nei programmi. Non è quindi corretto promettere un protocollo o un tempo di recupero uguale per tutti. [7]

Secondo la lesione, il programma può comprendere protezione, recupero del movimento, rinforzo, controllo neuromuscolare e progressione verso le attività quotidiane o sportive. Le indicazioni su tutore e carico vanno personalizzate.

Il ritorno allo sport richiede una valutazione della funzione e della stabilità, oltre al tempo trascorso dall’infortunio. La sola riduzione del dolore non equivale al recupero completo.

Quando non aspettare una visita programmata

Dopo un trauma, deformità, piede freddo o pallido, alterazioni della sensibilità o marcata perdita di forza richiedono una valutazione urgente. Anche l’impossibilità di sostenere il peso o un gonfiore importante meritano un inquadramento tempestivo: non bisogna cercare di eseguire autonomamente test sotto stress. [5,6]

Valutazione del ginocchio alla FisioClinic di Genova

Presso la FisioClinic – Centro Polispecialistico Colombo, il dott. Andrea Bertulessi e il dott. Vittorio Anfossi, fisiatri, collaborano con il team riabilitativo per inquadrare dolore e limitazioni funzionali del ginocchio e definire le indicazioni appropriate.

Quando necessario, il percorso prevede approfondimenti e confronto ortopedico. La fisioterapia viene adattata alla diagnosi, alla stabilità e alle attività da recuperare.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra test in valgo e in varo?

Il valgo valuta soprattutto la stabilità mediale; il varo quella laterale. Entrambi fanno parte di un esame complessivo.

Un test positivo significa che il legamento è rotto?

No. Dolore e lassità hanno significati differenti e devono essere interpretati con gli altri reperti.

Un test negativo esclude una lesione?

Non sempre. Dolore, difesa muscolare e lesioni associate possono influenzare la valutazione.

Perché si esamina il ginocchio sia piegato sia esteso?

Perché cambia il contributo delle strutture stabilizzatrici. La presenza di lassità in estensione può suggerire un quadro più esteso.

Posso fare questi test a casa?

Non sono test per l’autodiagnosi: esecuzione e interpretazione richiedono competenza clinica, soprattutto dopo un trauma.

Serve sempre una risonanza?

No. Gli accertamenti vengono scelti in base al sospetto clinico e alle decisioni che possono modificare.

Una lesione del collaterale richiede sempre un intervento?

No. La scelta dipende da sede, gravità, stabilità ed eventuali lesioni associate.

Quanto tempo serve per tornare allo sport?

Non esiste una durata valida per tutti. Il ritorno viene guidato da recupero clinico, capacità funzionale e richieste sportive.

Bibliografia

  1. Kastelein M et al. Assessing Medial Collateral Ligament Knee Lesions in General Practice. Am J Med. 2008;121:982–988.e2. DOI: 10.1016/j.amjmed.2008.05.041. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18954845/ — Dati verificati anche nel capitolo 4 della tesi ospitata dal repository Erasmus: https://repub.eur.nl/pub/51469/121103_Wagemakers-Harry-Petrus-Adrianus.pdf
  2. Chahla J et al. The posteromedial corner of the knee: an international expert consensus statement on diagnosis, classification, treatment, and rehabilitation. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc. 2021;29:2976–2986; online 2020. https://doi.org/10.1007/s00167-020-06336-3
  3. LaPrade RF et al. A Contemporary International Expert Consensus Statement on the Evaluation, Diagnosis, Treatment, and Rehabilitation of Injuries to the Posterolateral Corner of the Knee. Arthroscopy. 2025;41:4630–4640. https://doi.org/10.1016/j.arthro.2025.04.055 — Consenso di esperti, livello V, non studio di accuratezza diagnostica.
  4. Harilainen A. Evaluation of knee instability in acute ligamentous injuries. Ann Chir Gynaecol. 1987;76:269–273. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/3435000/ — Consultato l’abstract; non utilizzato per attribuire una sensibilità universale del 25% al test in varo.
  5. Chapman G et al. Medial-Sided Ligamentous Injuries of the Athlete’s Knee: Evaluation and Management. Cureus. 2023;15:e36360. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10112817/
  6. American College of Radiology. ACR Appropriateness Criteria® Acute Trauma to the Knee. J Am Coll Radiol. 2020. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32370956/ — Tabelle di appropriatezza: https://acsearch.acr.org/list/GetAppendix?PanelName=Musculoskeletal&TopicId=78
  7. Svantesson J et al. Shedding light on the non-operative treatment of the forgotten side of the knee: rehabilitation of medial collateral ligament injuries—a systematic review. BMJ Open Sport Exerc Med. 2024;10:e001750. https://doi.org/10.1136/bmjsem-2023-001750

Le fonti recenti pertinenti individuate comprendono il consenso posterolaterale del 2025 e la revisione riabilitativa del 2024. Gli studi diagnostici storici sono mantenuti come tali: la data di consultazione non li rende nuove evidenze. La ricerca non costituisce una revisione sistematica registrata.


Prenota la tua Visita Specialistica Fisiatrica, Ortopedica o una Seduta Fisioterapica!

Desideri una valutazione con uno dei nostri professionisti?
Puoi chiamarci, inviarci una mail oppure prenotare direttamente cliccando sul nome del medico o del fisioterapista che preferisci qui sotto!

dott. Andrea Bertulessi – Fisiatra

dott. Vittorio Anfossi – Fisiatra

dott. Alessandro Grondona – Ortopedico

dott. Andrea Secchi – Fisioterapista

dott.ssa Francesca Tofani – Fisioterapista

dott. Andrea Motta – Fisioterapista

dott.ssa Camilla Gatti – Fisioterapista

dott.ssa Eleonora Pozzo – Fisioterapista


Avvertenza: questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce una valutazione medica, fisiatrica o fisioterapica individuale.

Centro Colombo
Centro polispecialistico di fisioterapia,
riabilitazione e visite specialistiche a Genova.
Contatti
Viale Sauli 39/3
16121 Genova, Italia
Orari di Apertura

Lun - Ven: 9:00 - 19:30
Sabato e Domenica: Chiuso

© 2026 Centro Colombo. Tutti i diritti riservati.
phone-handsetmap-marker