
Nelle onde d’urto focali la tecnologia conta perché permette di definire come e dove vengono erogati gli impulsi acustici. Il risultato, però, dipende anche dalla diagnosi, dalla scelta dei parametri e dal percorso riabilitativo.
Presso la FisioClinic del Centro Colombo di Genova utilizziamo un’apparecchiatura STORZ MEDICAL per onde d’urto focali, inserita in un percorso personalizzato. Una delle condizioni per cui questa terapia viene valutata è la tendinopatia calcifica della spalla, che può interessare il tendine sovraspinato.
Le onde d’urto focali, chiamate anche focalizzate, sono impulsi acustici generati da un’apparecchiatura e concentrati in una zona di trattamento. La distribuzione dell’energia dipende dal generatore, dal manipolo e dagli accessori utilizzati. [1,2]
L’obiettivo clinico è intervenire su un bersaglio individuato durante la valutazione. Per questo, sapere soltanto che un centro propone “onde d’urto” non descrive completamente il trattamento: occorre conoscere la tecnologia impiegata e la sua indicazione nel singolo caso.
Le tecnologie focali e radiali producono campi acustici differenti. Nelle focali l’energia viene concentrata in una regione focale; nelle radiali la pressione si distribuisce a partire dalla zona di contatto con la cute. [1,2]
Non esiste una regola per cui una tecnologia sia sempre migliore per ogni problema. La scelta deve rispondere alla condizione clinica, al bersaglio e al protocollo appropriato. Inoltre, i valori in bar di un sistema radiale non si possono convertire direttamente nella densità di flusso energetico, espressa in mJ/mm², di un sistema focale.
La qualità non si misura soltanto con la potenza massima o con il prezzo della seduta. Sono rilevanti la documentazione tecnica, la caratterizzazione del campo acustico, la regolazione dei parametri e il mantenimento delle prestazioni del dispositivo.
Per un trattamento ben documentato è utile considerare:
Questi elementi rendono il trattamento descrivibile e verificabile; non costituiscono, da soli, una prova di maggiore efficacia clinica rispetto a un altro dispositivo.
STORZ MEDICAL produce sistemi dedicati alle onde d’urto focali e ne pubblica le caratteristiche tecniche. Le specifiche devono sempre essere riferite al modello e alla configurazione effettivamente utilizzati: non tutti i prodotti della stessa marca sono equivalenti. [2]
Esistono anche studi sperimentali sul campo acustico di dispositivi della famiglia DUOLITH. Uno studio del 2013 ha misurato impulsi stabili nel dispositivo esaminato, rilevando anche differenze quantitative rispetto alle specifiche del produttore. È un lavoro di caratterizzazione fisica in acqua, non un confronto tra risultati clinici di marche diverse. [1]
La scelta di STORZ MEDICAL in FisioClinic riguarda la tecnologia utilizzata nel nostro percorso.
Prima di iniziare occorre chiarire quale struttura contribuisca ai sintomi. La visita e, quando indicati, ecografia o altri esami aiutano a interpretare il quadro e a pianificare il trattamento.
La localizzazione della calcificazione e la posizione del manipolo sono aspetti distinti dalla marca dell’apparecchiatura. Anche uno studio clinico del 2025 sul puntamento ecografico richiama l’attenzione su questo tema, ma presenta limiti, tra cui l’assenza di un gruppo placebo: non va trasformato in una promessa di efficacia né esteso automaticamente a ogni tecnologia focale. [6]
Alla FisioClinic di Genova, l’apparecchiatura STORZ MEDICAL viene considerata all’interno della valutazione clinica e del programma terapeutico. Il percorso può comprendere visita fisiatrica, valutazione degli esami disponibili, eventuale indicazione alle onde d’urto e fisioterapia personalizzata.
Il monitoraggio riguarda soprattutto ciò che conta nella vita quotidiana: dolore, sonno, mobilità e capacità di utilizzare il il distretto interessato. Gli eventuali controlli strumentali vengono decisi in base alla situazione clinica.
Vuoi capire se le onde d’urto focali sono indicate per la tua problematica? Puoi richiedere una valutazione presso la FisioClinic – Centro Colombo di Genova.
No. La potenza massima non descrive da sola l’appropriatezza del trattamento. Contano tecnologia, parametri, bersaglio e indicazione clinica.
No. Il riassorbimento non è garantito e il risultato va valutato anche attraverso dolore e funzione della spalla.
Il programma viene definito dopo la valutazione. I protocolli degli studi sono differenti e non esiste un numero valido per tutti.
Sì. Durante o dopo la seduta possono comparire dolore locale, arrossamento o piccoli ematomi. Indicazione, precauzioni e controindicazioni devono essere valutate prima del trattamento secondo il dispositivo e il quadro clinico. [5]
Il percorso può includere entrambe. L’esercizio e il recupero funzionale vengono personalizzati in base alle esigenze della persona.
Ilia I et al. Ultrasound-Guided Versus Landmark-Based Extracorporeal Shock Wave Therapy for Calcific Shoulder Tendinopathy. Diagnostics. 2025;15:1142. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40361960/
Perez C et al. Acoustic field characterization of the Duolith: measurements and modeling of a clinical shock wave therapy device. J Acoust Soc Am. 2013;134:1663–1674. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/23927207/
STORZ MEDICAL, documentazione del produttore: DUOLITH SD1 T-TOP ultra+. Fonte tecnica, non prova di superiorità clinica. https://www.storzmedical.com/en/disciplines/eswt-products-for-musculoskeletal-disorders/duolith-sd1-t-top-ultra-plus/
Gerdesmeyer L et al. Extracorporeal shock wave therapy for the treatment of chronic calcifying tendonitis of the rotator cuff: a randomized controlled trial. JAMA. 2003;290:2573–2580. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/14625334/
Yao Y et al. Treatments for rotator cuff calcific tendinitis: a systematic review and network meta-analysis of randomized-controlled trials. EFORT Open Rev. 2025;10:520–533. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40591667/
NICE. Extracorporeal shockwave therapy for calcific tendinopathy in the shoulder. HTG645, 2022. https://www.nice.org.uk/guidance/htg645
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